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mercoledì 6 febbraio 2013
ShopTherapy .....
E' di oggi la pubblicazione di un nuovo post dedicato a me dal titolo CARACOL!
Laura Manfredi autrice di Shop Therapy, ha usato bellissime parole per raccontare il mio lavoro, che mi emozionano davvero.
Grazie Laura, grazie di aver colto l'aspetto più importante di Caracol.
martedì 22 gennaio 2013
Su Cultura del Gioiello
Grazie infinite a Erika Zacchello, blogger e autrice del libro “Il bijou nel sogno americano – cultura del gioiello non prezioso” edito dalla casa Editrice Albatros Il Filo.
Erika ha realizzato un post-intervista su Caracol.....http://www.culturadelgioiello.com/2013/01/macef_2013_caracol/
giovedì 17 gennaio 2013
martedì 28 agosto 2012
lunedì 11 giugno 2012
.....perché il nostro Made in Italy è ....
Ieri si è concluso a Roma il secondo atto di THIS IS BIJOU!
Per fermare questo momento straordinario nella storia di Caracol, voglio sottolineare questa frase piena di emozione di Norma de Lucia, meravigliosa organizzatrice dell'evento....
Quando si smonta una mostra si intrecciano emozioni, di ricordi e incontri … è sempre un momento particolare, diverso da quando si monta, quando si inaugura …o da quando si vive nei giorni a seguire … è il bello di questo lavoro, tanti momenti ‘particolari’ intensi ognuno a suo modo.
E sentirsi dire dopo 15 giorni più altri 15 di proroga anche dai vari impiegati e addetti, stagiste … che si sono succeduti al Museo … ‘ma come? Già finita …’ … bellissimo!!!
La mostra di Roma non è stato tanto e non solo il mostrare dei bijoux … è stato dare l’idea, i concetti, le emozioni …
Impostazione molto apprezzata dai visitatori che hanno ringraziato per aver fatto vedere ‘la bellezza’ … e che inforcando gli occhiali andavano a vedere i bijou nei particolari, e così i vestiti e la location …
Bellezza … si perché il nostro Made in Italy è qualità, è maestria, è oltre il tempo, è nel tempo, è storia artigiana, è eccellenza …. Si è bellezza! Ed emozione, perché solo la bellezza sa davvero emozionare …
_Norma de Lucia 11 giugno 2012_
Con grande emozione ringrazio ancora (non sarà mai abbastanza) per aver potuto essere parte di questa avventura....che continua...
A settembre THIS IS BIJOU! sarà ospite del Museo del Bijou a Casalmaggiore (Cr).
Vi ricordo la pubblicazione THIS IS BIJOU! che almeno in parte raccoglie molti dei preziosi contenuti di questo evento davvero significante per la storia del Bijou d'Autore italiano. Testi di Claudio Franchi, curatore della mostra e Daniela de Lisi.
Casa Editrice Forme Libere
www.forme-libere.it
sabato 9 giugno 2012
Caracol su TG 3 Lazio....
TG3 Lazio delle 19.30
9 giugno 2012
servizio su THIS IS BIJOU!
"Ruggine" in bella mostra!!!!
http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-5c4b55ab-ed8f-47b8-a641-ecdda0eede04.html
al minuto 16 e 25
http://www.tgr.rai.it/dl/tgr/regioni/PublishingBlock-5c4b55ab-ed8f-47b8-a641-ecdda0eede04.html
al minuto 16 e 25
Questa sera su TG 3 Lazio è andato in onda un servizio di Stefania Giacomini su THIS IS BIJOU!
...e "Ruggine" ha potuto ancora essere ammirata in questa meravigliosa ambientazione....
Ancora solo fino a domani purtroppo, THIS IS BIJOU! al Museo Boncompagni Ludovisi di Roma, ma già c'è un altro appuntamento per settembre al Museo del Bijou di Casalmaggiore Cr.
In questi giorni ho avuto un'altra soddisfazione: la redazione di Cielo della trasmissione della Saluzzi mi ha invitata alla sua trasmissione per ben 2 volte, grande gioia!!!!
Per motivi personali non parteciperò, ma solo il fatto di essere stata invitata a me basta e avanza.....
giovedì 10 maggio 2012
Al Museo Boncompagni Ludovisi di Roma
Oggi ci sarà a Roma, inaugurazione del secondo atto di THIS IS BIJOU!
Io purtroppo non potrò esserci personalmente, ma in qualche modo è come se ci fossi...Caracol è la mia anima....
Il primo atto si è svolto nel bellissimo contesto del ViART a Vicenza dal 5 al 22 aprile, di cui qui il video dell'inaugurazione.
Ed ecco che ora, dall'8 al 31 maggio THIS IS BIJOU! , approda nella prestigiosa sede del Museo Boncompagni Ludovisi per le arti decorative, costume e moda di Roma.
Alcune immagini delle prove di allestimento per cui io direi "buona la prima"...
La mia collana "Ruggine" su di uno splendido abito di Palma Bucarelli
Grazie a Sandra Rosadini per la foto
Grazie a Norma de Lucia, Daniela de Lisi e Claudio Franchi per l'instancabile entusiasmo, la passione e la professionalità con cui perseguono l'obiettivo di valorizzazione degli autori del bijou contemporaneo.
In parallelo oggi, c'è anche un'altro avvenimento importante per THIS IS BIJOU! , la pubblicazione This is bijou! è al Salone Internazionale del libro di Torino
E' comunque possibile acquistarla ordinandola direttamente a: incontrieventi@alice.it.
Oppure al Viart di Vicenza, al Museo del bijou di Casalmaggiore
... altrimenti su www.forme-libere.it
Raccolta degli autori partecipanti e non solo:contiene preziosi testi curati da Claudio Franchi e Daniela de Lisi, indispensabili per chi si muove nel settore, per chi ne è interessato e direi soprattutto per chi non conosce il mondo del Bijou per quello che è veramente: consigliatissimo.
In questi giorni è uscito il numero di maggio di Vicenza Jewellery Magazine
e anche questa volta ci sono diverse pubblicazioni che mi riguardano.
martedì 17 aprile 2012
ORO O MAI PIU'
Un bellissimo nuovo articolo su di me...
Grazie a Cristiana Giordano che ha saputo così bene interpretarmi....!!!!
martedì 6 marzo 2012
...esposizioni...
Finalmente sabato scorso sono riuscita ad andare al Museo del Bijou a Casalmaggiore Cr, dove il 18 febbraio c'è stata l'inaugurazione della seconda collettiva di Bijoux d'Autore 2011...ed io non ho potuto essere presente...
Ancora fino all'11 marzo sono in esposizione i bijoux selezionati...
La mia "Singin'in the rain" seconda classificata
Il Museo è davvero splendido, raccoglie parte della storia del Bijou industriale italiano, campioni e macchine, un patrimonio preziosissimo, che vale la pena conservare e visitare....
E l'esposizione di Bijoux d'Autore mi ha lasciata senza parole, luminosa, elegante, raffinata, davvero bella, non si può perderla....
Davvero felice poi di incontrare Letizia Frigerio, Conservatore Museo del Bijou, che mi accolta con grande calore e disponibilità e che trasmette un grande entusiasmo e passione.
Nel fine settimana c'è stata anche l'esposizione all'Atelier Moda e Accessori di Abilmente ed. Primavera 2012 alla Fiera di Vicenza.
Grazie a tutte le persone che sono venute e trovarmi, a quelle che mi hanno inviato mail, a quelle che non ho potuto incontrare che hanno lasciato messaggi alle mie vicine di vetrina.
Anche quest'anno bella esperienza da ricordare e nuove opportunità da accogliere....
E poi l'uscita su VOGUE GIOIELLO
giovedì 12 gennaio 2012
2012 energia cosmica positiva....
Chi conosce il significato che ha per me il temine Caracol, potrà capire anche il significato del titolo di questo post.
Per tutti gli altri mi piacerebbe fosse di buon auspicio....
Il 2012 si apre per Caracol con una carica decisamente positiva....
Sul numero di gennaio di Vicenza Jewellery Magazine
a pagina 12 e 13 TENDENZE 2012
e da pagina 86 a 90 per BIJOUX d'AUTORE 2011
....e poi c'è Marina Suma che ha deciso di acquistare dei pezzi Caracol pur essendo lei stessa, oltre che nota e apprezzata attrice, creatrice di bijoux e che mi ha regalato una bellissima foto che la raffigura con la mia/sua Stonhenge e bracciali abbinati...
...e ancora...uscito proprio ieri un articolo che parla di me su M.O.M.A. Style Blog
Che dire ... grazie di cuore a
Nilva Maran, Marina Suma e Alessandra Pepe
e a tutti quelli che apprezzano e seguono il mio lavoro....
Per il 2012 ci sono già tantissimi nuovi progetti e opportunità, inviti e collaborazioni, per alcuni in particolare sto lavorando in questi giorni .... prossimamente quindi "buone nuove"....
mercoledì 19 ottobre 2011
....intervista per me su Gli Artigianauti....
IL BIJOUX ETICAMENTE CORRETTO.
Delle volte accade che abili maestri orafi con un curriculum vitae di tutto rispetto ed esperienza decennale, spinti da un irrefrenabile voglia di ribellione ai classici canoni di lavorazione, decidano di seguire i propri ‘vorrei’ e dedicarsi al bijoux d’autore creando pezzi unici che seguono un percorso etico ed ecologico.
Parliamo di Eleonora Battaggia, docente di laboratorio orafo, innumerevoli presenze a mostre prestigiose dal 1983 ad oggi e una manualità creativa invidiabile; che ha di recente registrato il suo marchio decidendo così di lasciare l’insegnamento e dedicarsi full time alla creazione di bijoux. Le sue sono creazioni eticamente corrette, nate con criterio e studiate una alla volta fino a raggiungere l’armonia di volumi e colori in un equilibrio perfetto con l’ambiente.
- OrnaMenti eco-contemporanei che guardano l’ambiente con rispetto. Quanto conta l’eco-sostenibilità nelle tue creazioni?
Tantissimo, nel senso che uno dei motivi per cui ho preso le distanze dall’oreficeria, che purtroppo ha un certo impatto sull’ambiente e sulla dignità umana, dall’estrazione alla produzione. Così pur amandola, non mi è stato possibile accettarla dal momento che va contro ogni mia scelta di vita.
Inevitabilmente assieme alla ricerca della libertà espressiva, c’è la ricerca di tecniche e materiali, il più possibile eco-compatibili, ma l’esperienza nel mondo orafo ovviamente mi influenza in ogni aspetto e cerco di sfruttarla al meglio.
- Audacia e coraggio sono elementi che ti caratterizzano. Cosa ti ha spinto a registrare il marchio e lasciare l’insegnamento?
Non so se si tratti effettivamente di audacia e coraggio, è venuto tutto da se, naturalmente, era il mio obiettivo da sempre.
Molti mi hanno presa per pazza e forse lo sono: avrei potuto continuare ad insegnare e creare come O.P.I. e invece ho scelto diversamente. Prima mi sono messa in part time, poi in aspettativa, fino a che ho dato le dimissioni, ho aperto p.iva e registrato il marchio.
E anche questo fa parte della mia scelta etica, se posso dirla tutta…
Ho insegnato per molto tempo laboratorio di oreficeria, ho trascorso anni intensi e bellissimi con i miei ragazzi, ma la scuola è cambiata molto (in peggio) e comunque ho sempre avuto altro in mente. Ho insegnato finché mi sono sentita di avere qualcosa da dare, poi mentre Caracol cresceva, ho capito che era ora di concentrarsi su di una sola cosa per poterla fare bene.
Caracol è il risultato della mia ricerca sviluppata in anni, ci tengo troppo per non pensare di difenderla: registrare il marchio per me non è stata un’azione “commerciale” ma una scelta per tutelare la parte che reputo più preziosa del mio lavoro: l’unicità della mia esperienza e del mio progetto, l’unicità del mio modo di esprimermi e dell’idea creativa.
- Hai mai subito casi di plagio?
Qualcuno ci ha provato.
Il fatto è che persiste una mentalità sbagliata, quella in cui si pensa che tutto quello che si vede è copiabile, non si considera il diritto d’autore che inizia con il nascere dell’opera, che non avrebbe bisogno di registrazioni se ci fosse più rispetto e per il lavoro altrui e per le regole e soprattutto strumenti per farle rispettare. Esistono manuali, tutorial, corsi in cui l’idea è messa a disposizione di chi voglia realizzarla e di chi sceglie di dedicarsi ad un hobby piacevole e sacrosanto, ma deve essere dichiaratamente detto, altrimenti non è corretto e nemmeno legale copiare le idee altrui.
Io penso sia essenziale costruirsi una base di conoscenze tecniche e culturali e poi ricercare un proprio modo di esprimersi, per fare qualcosa di buono, copiare è un fallimento per come la vedo io.
- Perché ‘Caracol’?
Caracol in spagnolo significa lumaca/chiocciola. Il suo disegno è una spirale che si avvolge in un crescere senza fine.
El Caracol è l'osservatorio Maya di Chitzen Itza – Mexico e rappresenta il mio legame innato con questo popolo e questa terra. "Los Caracoles" in Messico sono spazi di autonomia delle popolazioni native. La lumaca rappresenta la lentezza che voglio compagna di viaggio per non perdermi mai la possibilità di ammirare e vivere il paesaggio. Ecco perchè Caracol.
- I tuoi bijoux sono in grado di vestire e diventare protagonista di qualsiasi total look. E si evince che vi è una totale libertà da regole stilistiche e di tendenze a favore di un autonomia ribelle. Vuoi parlarcene?
Le tendenze, la moda in senso stretto mi interessano poco, magari posso subirne le contaminazioni com’è normale sia, ma la mia esigenza è proseguire su di una strada di idee da raccontare. Non mi interessa la decorazione fine a se stessa se non c’è un contenuto, un significato. Non inseguo il colore della stagione, ma piuttosto l’atmosfera della stagione, l’idea che io ne ho, quello che mi suggerisce, quello che mi provoca e procura : per questo chiamo i miei pezzi ornaMenti con la M maiuscola. Cerco l’armonia delle forme, gli accostamenti di colore e consistenze, i texture dei materiali, indipendentemente da quello che va in quel momento, voglio che i miei pezzi siano senza tempo, li realizzo con cura e con accorgimenti che li facciano durare.
La ribellione fa parte del mio modo di essere, perché non mi piace accettare tutto senza guardarci dentro e senza riflettere se lo trovo giusto o meno: per ogni cosa o situazione esistono delle alternative magari migliori, ignorarle potrebbe essere una perdita.
L’utilizzo dei materiali di riciclo è anche questo per me: una risorsa materica si, ma anche dell’anima.
- Vincitrice di svariati premi, partecipi spesso a Mostre ed Esposizioni d’Artigianato, riscuotendo sempre curiosità e interesse nel pubblico. Parallelamente il Web ha giocato a tuo favore nella comunicazione del prodotto e nella vendita?
Partecipo a tanti eventi ed ogni volta è un arricchimento, torno a casa piena di tante soddisfazioni e nuovi stimoli. Incontro tantissima gente per caso o che mi segue via web e che vuole vedere e toccare i pezzi visti in foto. Sentire il loro apprezzamento, vedere mentre indossano Caracol è appagante. Mi confronto con tantissime persone e “colleghi” con cui condivido la passione per la creatività e l’arte, magari già incontrate nel web: questa è una cosa che rende il mio lavoro ancora più bello se mai fosse possibile, nascono amicizie e collaborazioni entusiasmanti.
Il web è la mia grande finestra sul mondo, da cui osservo e imparo molto. E’ anche la mia vetrina che mi permette di raccontarmi, di essere apprezzata e contattata, molto del mio lavoro si svolge anche da qui.
....un pezzettino di più che racconta quello che sono e quello che è Caracol...
Grazie Serena!!!!
martedì 23 agosto 2011
Lifestyle
In questi giorni è uscito un altro articolo su di me, realizzato da Elisa Boldori, splendida organizzatrice del Vanitas'Market di Cremona e di tanti altri eventi, ora anche curatrice della rubrica "Lo specchio di Vanitas" dedicata al vintage e alle autoproduzioni di abbigliamento e accessori nel canale Tiscali Lifestyle, all’interno della sezione moda.
Elisa scrive:
"Si può essere ribelli, anche in un campo come l'oreficeria.
Come Eleonora Battaggia, designer ideatrice del marchio Caracol , un progetto artistico nato dall'esigenza di ridurre il più possibile l'impatto delle sue creazioni sull'ambiente e sull'uomo.
Una scelta lavorativa che riflette una vera e propria scelta di vita: Eleonora ha lasciato la sua cattedra di insegnante di oreficeria e di orafa per creare una linea che recupera e ricicla materiali altrimenti destinati alla discarica, sfruttando tutte le tecniche sperimentate in anni di esperienza.
Le sue realizzazioni sono pezzi unici, espressioni di una ricerca stilistica e di un concept ragionato e personalissimo, già evidente dal nome stesso: Caracol (che in spagnolo significa chiocciola/lumaca) è anche il nome dell' osservatorio Maya di Chitzen Itza, in Mexico, e rappresenta il suo legame con questo grande popolo.
Sarebbe davvero troppo elencare tutti i premi e i riconoscimenti che Caracol ha collezionato dagli anni '80 ad oggi... pertanto vi invito a visitare il sito, e a rimanere anche voi affascinati dalle sue creazioni, sempre in bilico fra il confine dell'arte e quello del design e della moda.
Nella foto, un'immagine della collana “Joya”, del 2010, in denim riciclato
22 agosto 2011"
domenica 5 giugno 2011
PubblicaMente.....
In questi giorni sono usciti un pò di articoli che raccontano di Caracol....
...su DASDESIGN
...su VanityFair.it
...su TorinoStyle
...su Gli Artigianauti
......!!!!!!
venerdì 10 dicembre 2010
martedì 7 dicembre 2010
VestiTi
Questa sera presso gli spazi espositivi del T Hotel di Cagliari, alle ore 19 inaugurazione della Mostra
VestiTi
VestiTi!
Ordine, Disordine e Caos.
A cura di Giovanni Ottonello, Tramare e T Art.
In mostra al T Hotel cento e più opere di designer, artisti e creativi, italiani e non, chiamati a liberare la loro inventiva e a stupire con nuove forme e concetti per adornare il corpo.
“Vestirsi non è più un’imposizione ma un piacere interiore, una narrazione che diventa 3D, che rende ciascuno di noi irripetibile. La meraviglia di un attimo e in quell’attimo c’è tutto il nostro mondo.”
Giovanni Ottonello
Dal 7 dicembre 2010 al 30 gennaio 2011.
Inaugurazione T Hotel, martedì 7 dicembre ore 19.
Interverrà Giovanni Ottonello.
Visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 23 con ingresso libero.
Come di consueto il T Hotel si ripropone scenario affascinante per eventi, mostre ed esposizioni artistiche.
In collaborazione con Tramare e T Art, questa nuova mostra apre agli appassionati del mondo della moda: cento e più pezzi unici, ricercati, confezionati per l’occasione da designer, professionisti del costume e geniali artigiani che (re)interpretano l’idea dell’accessorio come must del corpo e dello stile.
La fantasia degli artisti italiani e internazionali è proposta nelle opere (disponibili per la vendita, direttamente al T Hotel) che in questo appuntamento di festa si prestano a diventare doni natalizi non convenzionali e di sicuro successo. La sensibilità creativa e le sperimentazioni nei tessuti, materiali e colori si coniugano alle esperienze personali degli stessi autori contaminando l’arte del vestirsi di un’espressione visiva elegante e originale. Lana, cotone, cuoio, seta, tessuti da recupero, linguette di lattine, sacchetti di plastica e carta danno corpo all’ispirazione e alla rielaborazione del gusto vintage e futuristico promossi nei modelli di gioielli, borse, cappelli, bustini e scarpe che arricchiscono le collezioni da ammirare lungo le passeggiate comuni della hall.
Valore aggiunto e indelebile della mostra sarà il catalogo bilingue, corredato delle immagini e del background artistico di ogni partecipante, che ogni visitatore potrà richiedere per conservare il ricordo della serata culturale. Dall’arte ecologica di Caracol alla tessitura a mano di Silvia Beccaria, dai merletti antichi dei cappellini fatti a mano del brand Pierawithlove alle calzature innovative di Elia Maurizi, sino al mantello da guerriero con burqa di Dalaleo. Questi sono solo alcuni dei prestigiosi artisti che regaleranno una piacevole cornice espositiva.
L’evento natalizio si candida ad essere un altro appuntamento dal respiro raffinato e avvolgente caratteristico del T Hotel che da cinque anni si conferma: privilegiato soggiorno di turisti, vacanzieri e viandanti che si fermano nella città cagliaritana. La costante attenzione al design e all’arte in divenire sposa il carattere in progress di questo suggestivo albergo.
L’ingresso è libero, vi aspettiamo numerosi!
Fra gli artisti partecipanti:
959
a fault
eleonora battaggia
silvia beccaria
binglabart
benedetta bruzziches
carlo budroni
veronica calcagno
patrizia camba
capezzani
alessio carrucciu
stefano casarola
manuela catania
nietta condemi de felice
angela cotza
dalaleo
alberto dalla colletta
serena de fiore
matteo dell’orto
anna deplano
eandare
edilana
cosimo epifani
francesco fantini
lisa farmer
goodmood
impàri
jack e clarabella
jubarte
sabina lekumok
stefano lo muzio
emanuela longo
sara mancinelli
francesca marchisio
mastruka
elia maurizi
gianluca melis
antonio molinaroli
irene moret
federica moretti
mos milano
one t-shirt
giovanni ottonello
rosanna pagliarini
farah liz pallaro
veronica panati
pierawithlove
lucia pietrobon
eugenia pinna
rosa pinna
sorelle piredda
maria grazia rodi
luca sacchi
lucia sammarco
alberto serreli
sillabe
gianbattista tolasi
francesca torri
tramare
Vittoria Mereu
Marketing e Comunicazione
vittoria@thotel.it
tel +39 070 4740 5068
port.+39 070 4740 7023
fax +39 070 4740 5077
Grazie di cuore a Vittoria Mereu, Giovanni Ottonello e Tramare che mi hanno così calorosamente invitata!!!!
mercoledì 1 dicembre 2010
"Quando l'arte orafa esce dagli schemi tradizionali".....
E' in edicola il numero di dicembre di DUEMILA mensile di informazione culturale del nordest.
A pagina 18 una mia intervista.
Grazie a Simone Soldera che mi ha contattata con grande gentilezza e attenzione.
...per chi volesse leggere più agevolmente l'intervista....
Abbiamo contattato Eleonora Battaggia, artista e creatrice di gioielli che contribuisce con le sue ricerche di forme e materiali nuovi a “rivoluzionare” l’idea del gioiello d’arte e il design tradizionale nella visione orafa moderna, ecco come ha risposto ad alcune nostre domande.
1) Considerando la sua carriera di orafa e artista, come è avvenuto questo "distacco dagli schemi", (stereotipi e ordinario?), di cui racconta nelle sue note biografiche?
E’ avvenuto attraverso passaggi graduali di ricerca personale.
Mi sono ritrovata a fare l’orafa e poi l’insegnante orafa, quasi per caso seguendo il mio innato istinto di praticare il mondo della creatività e dell’arte.
Mi ci sono dedicata con grande passione, consapevole però che non era determinante l’ambito “tecnico” in cui mi muovessi: l’importante era, ed è, trovare i mezzi e gli spazi per esprimermi.
Strada facendo si è sviluppata forte in me la ribellione alle pratiche che pesano inutilmente sull’ambiente. Scoprire che l’oreficeria tradizionale purtroppo, è molto inquinante dall’ estrazione alla realizzazione e che spesso dietro l’accaparramento di certi preziosi ci sono morti e distruzioni, mi ha gradatamente fatto allontanare dall’oreficeria classica. Da prima con una crisi di rigetto e allontanamento totale, poi poco a poco un riavvicinamento attraverso altre strade. Ho continuato a fare gioielli perché è il settore in cui ho più esperienza, ma non è la decorazione fine a se stessa che mi interessa, non la moda in senso stretto. Mi interessa la ricerca stilistica e di tecnica personale da utilizzare come veicolo di idee da esprimere.
Mi piace muovermi liberamente attraverso varie tecniche. La pittura è un altro settore che amo profondamente e che utilizzo ogni volta che posso.
Così è nata “Caracol” la mia linea di gioielli pezzi unici in edizione limitata, realizzati attraverso scelte il più possibile ecologiche.
Da prima ho evitato certi materiali, poi ho cercato soluzioni diverse all’uso di acidi, attrezzature o quant’altro di inquinante, per arrivare inevitabilmente al riciclo, dove al momento mi sento proprio a mio agio.
Mi affascina recuperare e riciclare materiali, cercare e utilizzare ciò che offre la natura senza violarla, dare una collocazione diversa a materiali semipreziosi impiegati per il loro essere materie naturali.
Tutto questo comunque e sempre con l’attenzione imparata da orafa, per l’indossabilità, la durevolezza e la precisione.
2) Cosa significa "Riciclare materia ed energia" secondo il suo pensiero? Come si pone un artigiano o un artista di fronte a questo tema abbastanza "delicato"? Che importanza hanno l'impatto ambientale e la questione "dignità artistica" nelle sue opere?
Per il mio percorso e la mia personalità è impossibile prescindere da questo. L’attività artistico/creativa è espressione del proprio essere, per me non è possibile utilizzare qualsiasi cosa pur di, se va contro i miei principi fondamentali e le mie scelte di vita. Non posso realizzare qualcosa che deve raccontare chi sono, se non tengo in considerazione, per quel che è possibile, l’impatto che la mia attività ha sull’ambiente e sulla dignità umana. Questo argomento è parte essenziale di me stessa, non posso ignorarlo. Secondo me essere coerenti prima di tutto con se stessi, è un modo per rivendicare il rispetto per il proprio lavoro, è ricercare una dignità artistica troppo spesso non riconosciuta.
“Riciclare materia e energia” per me è una risorsa materiale e dell’anima.
3) Dalla sua prima mostra avvenuta nel 1983, quante occasioni ha percepito nel suo percorso? Anche lei si è recata all'estero oppure in "terra nativa" ha trovato dei validi sostenitori e sostegni per la sua creatività?
Essendo la mia una ricerca, mi si presentano di continuo molteplici possibilità, credo che ognuno sia artefice delle proprie occasioni. Lavoro molto, sperimento e cerco di migliorare sempre: ci sono infinite strade che posso percorrere, scelgo di volta in volta quella che sento più adatta a me e che permette di raccontarmi meglio.
Finora non ho varcato il confine alla ricerca di altre opportunità, a dire il vero non ne ho avuto bisogno. Ricevo continuamente richieste e inviti che mi lasciano meravigliata e che non mi sarei mai aspettata. Succedono cose che mi fanno capire che sono sulla strada giusta, quella in cui volevo stare.
Non precludo la possibilità di portare il mio lavoro anche in altri paesi, infatti avrò la prima occasione di uscire dall’Italia nella prossima primavera, sono stata invitata in Svizzera.
Al momento sono soddisfatta del riscontro che ho e fatico a realizzare abbastanza da seguire tutte le opportunità che mi si presentano.
4) Quali sono i colori, i materiali e le tecniche che ha abbandonato e quali come novità mantiene per le sue creazioni e il suo stile?
Direi che non ho abbandonato nessun colore, anzi ogni giorno arricchisco la mia “tavolozza” di colori e abbinamenti nuovi che nascono da un’atmosfera, un’emozione, una sperimentazione o da qualsiasi altra cosa mi colpisca o di cui voglia parlare.
Ho abbandonato tutti i materiali preziosi perché non credo che una materia sia valida solo se costa, ma se è bella e risponde alle esigenze di durevolezza e utilizzo. Inoltre, come già detto, per estrarre alcuni materiali impiegati in oreficeria, come in altre attività, si fanno danni enormi. Vogliamo parlare dei diamanti? Nessuno dubita della loro bellezza, ma se dietro al loro utilizzo ci sono morti e soprusi preferisco un sapiente uso di un bel “fondo di bottiglia” che ha il valore aggiunto del riciclo e per me più interessante e stimolante dal punto di vista creativo.
Ho abbandonato le tecniche che implicano l’uso di inquinanti, il più possibile per lo meno, poiché le attività umane purtroppo, non possono prescindere completamente da questo. Cerco di informarmi e capire, per limitare al massimo l’impronta negativa delle mie azioni.
In questo momento sto lavorando quasi esclusivamente con tessuti di recupero e riciclo, abiti, cravatte, tessuti da tappezzeria, usati o ritagli di lavorazione, metalli da scarti industriali, acciaio alluminio e rame in particolare e poi altri materiali di scarto che andrebbero in discarica pur essendo ancora in buone condizioni, materiale che sarebbe uno spreco buttare per poi produrne di nuovo. Mi piace anche pensare che in ogni mio pezzo ci siano molte storie vissute nei materiali che utilizzo. Le idee non hanno bisogno di un materiale specifico e nemmeno per forza fresco di fabbrica, ma dell’energia stessa dell’idea, basta lasciarla libera di utilizzare e interpretare i mezzi che ha a disposizione.
5) Le persone come reagiscono davanti alle sue opere? Capta perplessità, sorpresa, ammirazione, un forte desiderio d'acquisto o addirittura invidia?
Un po’ di tutto questo. C’è chi sorride, pensa (e dice) che sono solo stracci e fantasia. Qualche volta riscontro anche una certa invidia, ma la ignoro.
La maggior parte invece, rimane sorpresa e ammirata e quasi la sorpresa è stata mia nello scoprire tanta approvazione e successo. Io ho trovato una strada personale per esprimermi, prima di tutto per me stessa e costatare l’apprezzamento delle persone è appagante: finalmente posso far diventare tutto questo il mio lavoro a tempo pieno. Le mie “creature” sono riconosciute e indossate da tanta gente e questo mi fa un enorme piacere, perché credo che così posso trasmettere e condividere un’idea, la mia.
6) Ci sono altri artisti che come lei decidono di dedicarsi a un nuovo modo forse di realizzare creazioni artigianali, orafe o artistiche? Condividete le vostre esperienze e quotidianità tra alti e bassi? Ha sogni o progetti che intende veder realizzati per il futuro?
Ci sono moltissimi artisti che stanno lavorando in ambiti diversi e alternativi, ne conosco e ammiro molti, è un fermento di nuove idee e nuovo porsi di fronte alla vita e all’arte. Anche questo amo del mio lavoro, la possibilità di conoscere tante belle menti libere. Con alcuni ho stretto un legame di affetto, confronto e supporto, è una gioia della vita condividere i momenti belli di entusiasmo e successo con chi ti può capire fino in fondo e anche un grande aiuto per superare gli inevitabili problemi e seccature. E’ un arricchimento costante.
Ho mille sogni e mille progetti, tanto entusiasmo e passione, idee e voglia di realizzarle.
Passo dopo passo sto raggiungendo il mio obiettivo, poter vivere immersa nel mio mondo, insieme a mio marito, senza al quale tutto questo non sarebbe stato possibile. E’ una scelta di vita, impossibile per me essere altrove se non con grande sofferenza.
7) In che modo stanno evolvendo l'arte e la cultura secondo la sua opinione? Ci sono persone ancora oggi disposte a intraprendere la "Vie des Arts"?
La mia personalissima opinione è che l’arte e la cultura, nel nostro paese non hanno molto spazio a livello istituzionale: nonostante le lucide patinature, il settore interessa solo se c’è la possibilità di fare business. E in questo gli artisti sono spesso sfruttati.
Per come la vedo io, la cosa è chiara fin dalla riforma scolastica, diminuiscono le ore di storia dell’arte in molte scuole e a poco a poco spariscono tutti i laboratori. E se già fin dalla formazione non ci si costruisce un’idea di arte difficile poi capirne il contesto, difficile goderne e provare rispetto per l’arte e per gli artisti.
Vivere d’arte e nell’arte, far vivere l’arte, è una sfida che spesso non può essere scelta, semplicemente non si può farne a meno. Molti hanno capacità, predisposizioni e indole adatta per immergersi completamente in una vita dedicata all’arte anche a costo di grandissimi sacrifici. E lo fanno, vanno avanti nonostante le difficoltà.
Per quello che vedo c’è tutto un mondo pieno di idee e nuove prospettive che si arrabatta quotidianamente per resistere e rivendicare una propria dignità.
La speranza è che proprio in periodi di crisi economica e culturale come questo, le mille sfaccettature e sperimentazioni che raccontano la vita delle arti possano essere una valida risorsa, e che possano continuare a trovare libero spazio e libera evoluzione senza per forza essere catalogabili in scuole di pensiero o correnti. Gli artisti sono impegnati a cercare un mondo migliore e il mondo migliore è anche quello in cui l’individuo può essere libero di realizzare se stesso e ridonarlo, rendendone partecipi gli altri.
8) Se dovesse fare una classifica dei paesi e delle nazioni in cui l'arte vive meglio come sistemerebbe le varie terre europee, extra Europa e l'Italia?
Credo che la maggior parte dei paesi viva l’arte meglio dell’Italia, che pur possiede un patrimonio artistico e culturale secondo a nessuno, ma questa è storia risaputa. Per quello che mi appare i paesi del nord Europa hanno una miglior considerazione dell’arte e degli artisti e così anche gli Stati Uniti.
Resta che il popolo degli artisti nonostante tutto va avanti, non ne può fare a meno. Interpreta, elabora, seziona analizza e restituisce bellezza e l’immagine di una società nel bene e nel male: forse andrebbe rivalutato e accolto, altrimenti rischiamo di vedere emigrare anche questi “cervelli”.
A pagina 18 una mia intervista.
Grazie a Simone Soldera che mi ha contattata con grande gentilezza e attenzione.
...per chi volesse leggere più agevolmente l'intervista....
Abbiamo contattato Eleonora Battaggia, artista e creatrice di gioielli che contribuisce con le sue ricerche di forme e materiali nuovi a “rivoluzionare” l’idea del gioiello d’arte e il design tradizionale nella visione orafa moderna, ecco come ha risposto ad alcune nostre domande.
1) Considerando la sua carriera di orafa e artista, come è avvenuto questo "distacco dagli schemi", (stereotipi e ordinario?), di cui racconta nelle sue note biografiche?
E’ avvenuto attraverso passaggi graduali di ricerca personale.
Mi sono ritrovata a fare l’orafa e poi l’insegnante orafa, quasi per caso seguendo il mio innato istinto di praticare il mondo della creatività e dell’arte.
Mi ci sono dedicata con grande passione, consapevole però che non era determinante l’ambito “tecnico” in cui mi muovessi: l’importante era, ed è, trovare i mezzi e gli spazi per esprimermi.
Strada facendo si è sviluppata forte in me la ribellione alle pratiche che pesano inutilmente sull’ambiente. Scoprire che l’oreficeria tradizionale purtroppo, è molto inquinante dall’ estrazione alla realizzazione e che spesso dietro l’accaparramento di certi preziosi ci sono morti e distruzioni, mi ha gradatamente fatto allontanare dall’oreficeria classica. Da prima con una crisi di rigetto e allontanamento totale, poi poco a poco un riavvicinamento attraverso altre strade. Ho continuato a fare gioielli perché è il settore in cui ho più esperienza, ma non è la decorazione fine a se stessa che mi interessa, non la moda in senso stretto. Mi interessa la ricerca stilistica e di tecnica personale da utilizzare come veicolo di idee da esprimere.
Mi piace muovermi liberamente attraverso varie tecniche. La pittura è un altro settore che amo profondamente e che utilizzo ogni volta che posso.
Così è nata “Caracol” la mia linea di gioielli pezzi unici in edizione limitata, realizzati attraverso scelte il più possibile ecologiche.
Da prima ho evitato certi materiali, poi ho cercato soluzioni diverse all’uso di acidi, attrezzature o quant’altro di inquinante, per arrivare inevitabilmente al riciclo, dove al momento mi sento proprio a mio agio.
Mi affascina recuperare e riciclare materiali, cercare e utilizzare ciò che offre la natura senza violarla, dare una collocazione diversa a materiali semipreziosi impiegati per il loro essere materie naturali.
Tutto questo comunque e sempre con l’attenzione imparata da orafa, per l’indossabilità, la durevolezza e la precisione.
2) Cosa significa "Riciclare materia ed energia" secondo il suo pensiero? Come si pone un artigiano o un artista di fronte a questo tema abbastanza "delicato"? Che importanza hanno l'impatto ambientale e la questione "dignità artistica" nelle sue opere?
Per il mio percorso e la mia personalità è impossibile prescindere da questo. L’attività artistico/creativa è espressione del proprio essere, per me non è possibile utilizzare qualsiasi cosa pur di, se va contro i miei principi fondamentali e le mie scelte di vita. Non posso realizzare qualcosa che deve raccontare chi sono, se non tengo in considerazione, per quel che è possibile, l’impatto che la mia attività ha sull’ambiente e sulla dignità umana. Questo argomento è parte essenziale di me stessa, non posso ignorarlo. Secondo me essere coerenti prima di tutto con se stessi, è un modo per rivendicare il rispetto per il proprio lavoro, è ricercare una dignità artistica troppo spesso non riconosciuta.
“Riciclare materia e energia” per me è una risorsa materiale e dell’anima.
3) Dalla sua prima mostra avvenuta nel 1983, quante occasioni ha percepito nel suo percorso? Anche lei si è recata all'estero oppure in "terra nativa" ha trovato dei validi sostenitori e sostegni per la sua creatività?
Essendo la mia una ricerca, mi si presentano di continuo molteplici possibilità, credo che ognuno sia artefice delle proprie occasioni. Lavoro molto, sperimento e cerco di migliorare sempre: ci sono infinite strade che posso percorrere, scelgo di volta in volta quella che sento più adatta a me e che permette di raccontarmi meglio.
Finora non ho varcato il confine alla ricerca di altre opportunità, a dire il vero non ne ho avuto bisogno. Ricevo continuamente richieste e inviti che mi lasciano meravigliata e che non mi sarei mai aspettata. Succedono cose che mi fanno capire che sono sulla strada giusta, quella in cui volevo stare.
Non precludo la possibilità di portare il mio lavoro anche in altri paesi, infatti avrò la prima occasione di uscire dall’Italia nella prossima primavera, sono stata invitata in Svizzera.
Al momento sono soddisfatta del riscontro che ho e fatico a realizzare abbastanza da seguire tutte le opportunità che mi si presentano.
4) Quali sono i colori, i materiali e le tecniche che ha abbandonato e quali come novità mantiene per le sue creazioni e il suo stile?
Direi che non ho abbandonato nessun colore, anzi ogni giorno arricchisco la mia “tavolozza” di colori e abbinamenti nuovi che nascono da un’atmosfera, un’emozione, una sperimentazione o da qualsiasi altra cosa mi colpisca o di cui voglia parlare.
Ho abbandonato tutti i materiali preziosi perché non credo che una materia sia valida solo se costa, ma se è bella e risponde alle esigenze di durevolezza e utilizzo. Inoltre, come già detto, per estrarre alcuni materiali impiegati in oreficeria, come in altre attività, si fanno danni enormi. Vogliamo parlare dei diamanti? Nessuno dubita della loro bellezza, ma se dietro al loro utilizzo ci sono morti e soprusi preferisco un sapiente uso di un bel “fondo di bottiglia” che ha il valore aggiunto del riciclo e per me più interessante e stimolante dal punto di vista creativo.
Ho abbandonato le tecniche che implicano l’uso di inquinanti, il più possibile per lo meno, poiché le attività umane purtroppo, non possono prescindere completamente da questo. Cerco di informarmi e capire, per limitare al massimo l’impronta negativa delle mie azioni.
In questo momento sto lavorando quasi esclusivamente con tessuti di recupero e riciclo, abiti, cravatte, tessuti da tappezzeria, usati o ritagli di lavorazione, metalli da scarti industriali, acciaio alluminio e rame in particolare e poi altri materiali di scarto che andrebbero in discarica pur essendo ancora in buone condizioni, materiale che sarebbe uno spreco buttare per poi produrne di nuovo. Mi piace anche pensare che in ogni mio pezzo ci siano molte storie vissute nei materiali che utilizzo. Le idee non hanno bisogno di un materiale specifico e nemmeno per forza fresco di fabbrica, ma dell’energia stessa dell’idea, basta lasciarla libera di utilizzare e interpretare i mezzi che ha a disposizione.
5) Le persone come reagiscono davanti alle sue opere? Capta perplessità, sorpresa, ammirazione, un forte desiderio d'acquisto o addirittura invidia?
Un po’ di tutto questo. C’è chi sorride, pensa (e dice) che sono solo stracci e fantasia. Qualche volta riscontro anche una certa invidia, ma la ignoro.
La maggior parte invece, rimane sorpresa e ammirata e quasi la sorpresa è stata mia nello scoprire tanta approvazione e successo. Io ho trovato una strada personale per esprimermi, prima di tutto per me stessa e costatare l’apprezzamento delle persone è appagante: finalmente posso far diventare tutto questo il mio lavoro a tempo pieno. Le mie “creature” sono riconosciute e indossate da tanta gente e questo mi fa un enorme piacere, perché credo che così posso trasmettere e condividere un’idea, la mia.
6) Ci sono altri artisti che come lei decidono di dedicarsi a un nuovo modo forse di realizzare creazioni artigianali, orafe o artistiche? Condividete le vostre esperienze e quotidianità tra alti e bassi? Ha sogni o progetti che intende veder realizzati per il futuro?
Ci sono moltissimi artisti che stanno lavorando in ambiti diversi e alternativi, ne conosco e ammiro molti, è un fermento di nuove idee e nuovo porsi di fronte alla vita e all’arte. Anche questo amo del mio lavoro, la possibilità di conoscere tante belle menti libere. Con alcuni ho stretto un legame di affetto, confronto e supporto, è una gioia della vita condividere i momenti belli di entusiasmo e successo con chi ti può capire fino in fondo e anche un grande aiuto per superare gli inevitabili problemi e seccature. E’ un arricchimento costante.
Ho mille sogni e mille progetti, tanto entusiasmo e passione, idee e voglia di realizzarle.
Passo dopo passo sto raggiungendo il mio obiettivo, poter vivere immersa nel mio mondo, insieme a mio marito, senza al quale tutto questo non sarebbe stato possibile. E’ una scelta di vita, impossibile per me essere altrove se non con grande sofferenza.
7) In che modo stanno evolvendo l'arte e la cultura secondo la sua opinione? Ci sono persone ancora oggi disposte a intraprendere la "Vie des Arts"?
La mia personalissima opinione è che l’arte e la cultura, nel nostro paese non hanno molto spazio a livello istituzionale: nonostante le lucide patinature, il settore interessa solo se c’è la possibilità di fare business. E in questo gli artisti sono spesso sfruttati.
Per come la vedo io, la cosa è chiara fin dalla riforma scolastica, diminuiscono le ore di storia dell’arte in molte scuole e a poco a poco spariscono tutti i laboratori. E se già fin dalla formazione non ci si costruisce un’idea di arte difficile poi capirne il contesto, difficile goderne e provare rispetto per l’arte e per gli artisti.
Vivere d’arte e nell’arte, far vivere l’arte, è una sfida che spesso non può essere scelta, semplicemente non si può farne a meno. Molti hanno capacità, predisposizioni e indole adatta per immergersi completamente in una vita dedicata all’arte anche a costo di grandissimi sacrifici. E lo fanno, vanno avanti nonostante le difficoltà.
Per quello che vedo c’è tutto un mondo pieno di idee e nuove prospettive che si arrabatta quotidianamente per resistere e rivendicare una propria dignità.
La speranza è che proprio in periodi di crisi economica e culturale come questo, le mille sfaccettature e sperimentazioni che raccontano la vita delle arti possano essere una valida risorsa, e che possano continuare a trovare libero spazio e libera evoluzione senza per forza essere catalogabili in scuole di pensiero o correnti. Gli artisti sono impegnati a cercare un mondo migliore e il mondo migliore è anche quello in cui l’individuo può essere libero di realizzare se stesso e ridonarlo, rendendone partecipi gli altri.
8) Se dovesse fare una classifica dei paesi e delle nazioni in cui l'arte vive meglio come sistemerebbe le varie terre europee, extra Europa e l'Italia?
Credo che la maggior parte dei paesi viva l’arte meglio dell’Italia, che pur possiede un patrimonio artistico e culturale secondo a nessuno, ma questa è storia risaputa. Per quello che mi appare i paesi del nord Europa hanno una miglior considerazione dell’arte e degli artisti e così anche gli Stati Uniti.
Resta che il popolo degli artisti nonostante tutto va avanti, non ne può fare a meno. Interpreta, elabora, seziona analizza e restituisce bellezza e l’immagine di una società nel bene e nel male: forse andrebbe rivalutato e accolto, altrimenti rischiamo di vedere emigrare anche questi “cervelli”.
venerdì 5 novembre 2010
Caracol su HOME HACHETTE
Sul numero di novembre di HOME HACHETTE c'è un articolo sull'ATELIER del RICICLO di Milano dove da settembre sono in esposizione alcuni miei pezzi.
!!
Grazie infinite all' ATELIER del RICICLO
per le opportunità che mi sta offrendo.
martedì 21 settembre 2010
Caracol su LIKEPICASSO
Ringrazio di cuore Alessia Fabbri che fa redatto il post dedicato a Caracol sul magazine LIKEPICASSO uno spazio dedicato alla nuova creatività e ai nuovi creativi.
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