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domenica 13 ottobre 2013

"E’ cosi che Eleonora ci prende idealmente per mano per condurci nel viaggio delle sue visioni......"

Sta per concludersi VISIONIinMARGINE...
Ancora oggi e domani è possibile visitare la mia personale al Museo del Bijou di Casalmaggiore Cr.


Ci trovate 36 pezzi che raccontano una storia, la storia della Terra dal mio punto di vista, dal mio margine appunto, in cui preferisco stare e per rimanere abbastanza distante da riuscire a vedere .....
I pezzi esposti sono collane orecchini spille anelli bracciali solo come pretesto, in ogni oggetto ho voluto trasferire riflessioni, emozioni e speranze, nell'intento di coinvolgere l'osservatore.

Il testo critico di Claudio Franchi inserito nel catalogo esprime perfettamente ciò che ho voluto raccontare.

















Visioni in margine  

L'opera di Eleonora Battaggia è tutta basata sulla lettura del "margine". Il margine di Eleonora è la visione di uno spazio percepito dalla condizione privilegiata dell'esterno delle cose.  Essere al margine significa collocarsi nel contorno, sul bordo, quindi con il sufficiente e critico distacco di chi aspira a nutrirsi della conoscenza senza essere necessariamente al centro dell'attenzione. Così, Eleonora ritrova il valore dei materiali posti al margine dalla produzione industriale reinventandoli, si muove sul crinale di un pensiero posto al margine della natura riscrivendone gli esiti con la propria personale prospettiva, usa il linguaggio di un mezzo che appartiene al corpo ponendosi al margine tra gioiello, bijou e libera espressività.
In sunto il margine di Eleonora è il luogo di una semantica libera ma fortemente evocativa, stimolo del lavorio dell'immaginazione mirato a restituire il senso più profondo delle emozioni, per poi affidarlo alla materia arricchita di significati.
Nello stimolo più profondo che l’autrice dedica al suo viaggio nelle emozioni  la materia scelta rafforza il senso e il valore della coscienza, quasi invitando a servirsi di quest’ultima per giungere   ad una opportuna riflessione. E’ cosi che Eleonora ci prende idealmente per mano per condurci nel viaggio delle sue visioni. I tessuti, le stoffe, i rami di potatura recuperati con solerte attenzione e studiatamente ritagliati, diventano viaggi di una sofferenza sottile che invita a cogliere il senso di una natura raccontata con l’urlo silenzioso di chi difende il diritto di quella natura ad esistere. Oppure, nel tentativo di riscriverne la storia, accudisce i frutti del creato con la grazia di una sensibilità al femminile, metafora del rapporto tra la madre terra e i figli, in una visione antica che non ha ancora conosciuto la terribile attitudine  della civiltà incivile dell’uomo contemporaneo all’attitudine del distruggere.
L’operare di Eleonora è pari al controllo critico di un osservatore che non si accontenta di guardare al mondo con gli occhi della superficie. Per meglio sviluppare la propria posizione riflessiva si serve di una lettura del mondo che non può essere censurata dal potere,  tanto da muoversi nel terreno impervio del linguaggio di denuncia, raccontando il processo della natura e dell’opera, ma al contempo esprimendo tanto il suo entusiastico inno alla vita quanto il proprio dissenso nei confronti di chi la natura la calpesta senza riguardo alcuno. Così l’opera diviene prima metafora del racconto della nascita, quando Eleonora affida ad alcuni avanzi di filato e a frammenti di plastica di riuso il compito di rappresentare Infiniti organismi minuscoli (che) hanno liberato ossigeno e la vita complessa si è sviluppata…. , soffermandosi quindi sull’insensatezza dell’essere umano, capace di trasformare la bellezza in discarica. Per poi compiere, al fine, il rito della rinascita, quale auspicio sereno e positivo nei confronti della vita che per quanto calpestata, sradicata o torturata, possiede l’inestinguibile capacità di rigenerarsi, se solo si sanno coltivare la speranza e l’attesa.

L’azione metaforica del complesso e affascinante percorso di Eleonora si poggia sulla rappresentazione quasi iconografica, azione che richiede prontezza, frontalità e decisione. Tanto è vero che l’autrice non ha riguardo alcuno quando vuole trascinarci nel dramma di una fauna marina imprigionata dall’ostile azione dell’uomo. Quella rete che imprigiona la vita di mute presenze, alle quali saremmo tentati di dare voce, sprigiona sentimenti contrastanti quali la perdita, il tentativo di sopravvivere al dolore. Ma nel racconto di Silenziose urla si legge un barlume di rinascita: poiché dalla vita perduta si rigenera nuova vita e la rete bianca, quasi diafana e sterile, stempera il senso del dramma, rievocando un senso di candore primigenio, ancora incorrotto dalla violenza dell’uomo, tanto da trasformarsi in visione di speranza.
Colpisce ancor più l’uso sfrontato del colore, trasferito nel riguardante attraverso l’espediente emozionale che giunge allo stomaco come un pugno ben assestato.
Colore che rafforza il valore significante della forma, pensata e generata dalla fertile mente della narratrice per stimolare i sensi.
Così, in Deriva, la sostanza dei ghiacci in drammatico scioglimento viene rievocata tra filamenti d’acciaio e cellofan rigido da imballaggi, rafforzati dalla consistenza lattiginosa di scarti di bicchieri usa e getta. Oppure, in Zampilli, sottili fili di nylon nero e giallo intenso fanno tornare alla mente la terribilità dei lapilli di cenere e fuoco espulsi dall’eruzione vulcanica.
Mentre in Mare di plastica si rafforza il valore di denuncia del colpevole e dissennato senso di perversa autodistruzione dal quale l’uomo del nostro tempo non riesce a distaccarsi: l’elegia del sovra-consumo incosciente, dolente e colpevole delle risorse del pianeta si condensa in sedimenti di merci industriali espulse dal ciclo artificiale della vita sovra dimensionata e non sostenibile.
Nell’ampia galleria di espressività cui siamo invitati ad assistere non possiamo astenerci dal percepire il valore di una riflessione forzata, una sorta di costrizione veemente a rimeditare sul senso del nostro contemporaneo esistere.
Ogni pezzo in esposizione sussurra sommessamente affinché le coscienze collettive ne prendano finalmente atto: indossa il racconto, fallo scivolare sulla tua pelle per capire veramente cosa voglia dire distruggere la terra che ti ospita, impara a comprendere, divenendo tu stesso testimone della sofferenza, rigenera il tuo senso di felicità rispettando la natura che ti accoglie e ti circonda, accarezza e rispetta il morbido velo di ghiaccio, il tenero e fragile filo di erba, la corteccia calda che conserva il potere irradiante del sole.
Ecco perché le Visioni di Eleonora sono in margine: costringono lo spettatore ad essere nella centralità del racconto, lo stimolano a percepire il reale senso di una coscienza sopita e tramortita dalla velocità e dall’inutilità del consumo ossessivo.
Da quel margine l’autrice elabora linguaggi di un rigore inedito che sa trasformare il dissenso in messaggio universale e positivo.
Ogni materia usata è centellinata, recuperata e riavviata a nuova vita dopo un pensiero meditato e coerente, come a sottolineare che in natura nulla si crea e nulla si distrugge se quella natura si  sa rispettarla.

La posizione della lateralità consente all’autrice di osservare e raccontare meglio le dinamiche della storia del nostro mondo, poiché ella lo guarda e non lo accetta così come è. Vuole cambiarlo, ma per farlo non può che agire coinvolgendo un’ampia platea di attori. Ognuno di noi è chiamato a sedersi nel palcoscenico del vivere, con lo scopo di celebrare la festa di una rinascita annunciata e non più rinviabile. Solo così l’uomo potrà ancora aspirare a recuperare il proprio tempo in equilibrio con le meravigliose e inimitabili forme dell’esistenza che l’architetto della natura ci ha donato.

Claudio Franchi 



Testo tradotto a cura di Jessica Favaro


Views from the Edge
Eleonora Battaggia’s work is based purely on her reading of the margin, the “Edge”. Eleonora’s edge is the view of a space perceived from the privileged standpoint of being outside of things. To be on the “edge” means being at the margin, on the border, having the critical detachment of someone whose aim is to acquire knowledge without needing to be at the centre of things. In this way, Eleonora has discovered the value of materials which are usually on the edge of industrial production, and by reinventing them, in a space at the margins of nature, she has rewritten their destiny using her own personal perspective. By means of a medium which belongs most intimately to the body, she has placed herself on the edge existing between jewel, bijou and free expression.
In short, Eleonora’s edge is the site of a free but suggestive semantics, of an urge to stimulate the imagination, in order to arouse the strongest of feelings and then leave it to the material, a material now endowed with richer meaning.
The author guides us on a journey through emotions, where the chosen matter reinforces the sense and the value of conscience, almost inviting us to use this conscience in order to come to a suitable reflection. This is how Eleonora ideally takes us by hand to guide us through her views. She collects with industrious attention and reutilizes fabrics, cloths, pruned branches. They become journeys of a subtle suffering which invites us to gather the meaning of a nature told with the silent scream of someone who upholds the right of this nature to exist. Otherwise, trying to rewrite its history, she welcomes the fruits of creation with the gracefulness of a womanly sensitivity, metaphor of the relationship between Mother Earth and her children, in an ancient vision which hasn’t known the terrible attitude of the contemporary Western man to destroy everything.
Eleonora’s way of working is like the critical view of an observer who doesn’t content himself with a superficial look. To develop her critical position she uses a reading of the world which can’t be censured by power. With an objection language she narrates the process of nature and work, and she expresses her enthusiastic hymn to life and her disapproval of people who trample on nature. So the jewel becomes metaphor of birth, when some yarn remnants and recycled plastic fragments come to represent countless minute organism (which) freed oxygen and complex life developed. That’s indirectly a representation of humanity’s foolishness, able to turn beauty into a dump. Then rebirth comes, as positive sign for nature, who, although has been abused and tortured, owns the inextinguishable ability to regenerate, as long as we are trusting and patient.
The author doesn’t stand on ceremony when she wants to show us the tragedy of the imprisoned marine fauna. The net, which imprisons the life of silent presences, evokes contrasting feelings such as loss and an attempt to survive pain. In Silent Screams, however, we can perceive a ray of hope: from a lost life a new one is generated and the white net dilutes the sense of tragedy, evoking a primordial purity, uncorrupted by human violence.  The use of colour is impudent and impressive and it reinforces the value of the shape, thought and originated from the author’s fertile imagination to stimulate senses.
In Adrift the dramatic melting of glaciers is evoked by steel filaments and packaging cellophane and waste disposable glasses. In Jets, thin black and yellow nylon threads remind of a volcanic eruption.
In Seas of plastic the author reinforces the denunciation of the depraved self-destruction which modern man is unable to stop: irresponsible overconsumption is portrayed with sediments of industrial wares, expelled by the artificial cycle of unsustainable life.
In the wide gallery of expressiveness that we are invited to see, we feel almost obliged to reconsider the sense of our contemporary existence. Every exposed piece seems to be quietly whispering, in order to make the collective conscience aware: wear the story, let it glide on your skin to understand what it means destroying the Earth who hosts you, become witness of the pain, regenerate your sense of happiness respecting nature which surrounds you, caress and respect the smooth film of ice, the tender and delicate blade of grass, the warm bark which keeps the shining power of the sun.
This is why Eleonora’s views are on the Edge: they oblige the viewer to be at the centre of the story, and stimulate him to perceive his dozing conscience, knocked out by speed and senselessness of obsessive consumption. She works out new languages, which are able to turn dissent into a positive and universal message. Every used material is sipped, reclaimed and given new life, symbolizing the fact that in nature nothing is created and nothing is destroyed, as long as we are able to respect that nature.
The side position enables the author to observe and narrate in a better way the dynamics of our world. She wants to change them, but to do that she has to get a big audience involved. We are all invited to sit in front of the stage of life, with the aim of celebrating a rebirth which can’t no longer be postponed. This is the only chance for humanity to regain its time in balance with the wonderful and inimitable forms of existence that the architect of nature donated to us.


Claudio Franchi



Catalogo in mostra
Testo critico a cura di Claudio Franchi

Acquistabile:
  • Al Museo del Bijou di Casalmaggiore anche dopo la fine dell’esposizione
  • Allo Studio Caracol e alle manifestazioni a cui partecipa
  • Facendone richiesta all’indirizzo mail eleonorabattaggia@alice.it
  • Prossimamente online allo shop Caracol di questo sito
Prezzo: 22.00 euro

domenica 29 settembre 2013

...un po' di VISIONIinMARGINE

Al Museo del Bijou di Casalmaggiore, ancora fino all'8 ottobre la mia personale....


L'esposizione è concepita come un racconto che parte con l'origine della Terra, passa attraverso l'arrivo dell'uomo e termina nel futuro con la VISIONE della rinascita.

Questo racconto, la mia Visione, si articola in 36 pezzi..
eccone alcuni...




ZAMPILLI _ l’energia primordiale, l’origine della Madre Terra 





ARIA _ infiniti organismi unicellulari, hanno liberato ossigeno e la vita complessa si è sviluppata
























PETROLIO _ il piccolo, fragile essere umano, ha ottenuto una forza non propria. In pochissimo tempo ha sottomesso l’intero sistema e dato il via all’arrogante e prepotente Antropocene (termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene Stoermer, che indica l'era geologica attuale nella quale all'uomo e alla sua attività sono attribuite le cause principali delle modifiche territoriali, strutturali e climatiche.) 







DE-FORESTAZIONE _  monconi di cadaveri di alberi




SOVRAPPRODUZIONE/CONSUMO _ sfruttamento delle risorse come se fossero infinite, bisogni indotti, consumo esasperato 



DERIVA _   ghiacci in scioglimento, isole perse destinate a scomparire con tutto il loro carico di vite: un orso (sfera) alla deriva vede inerme il suo mondo scomparire 



SILENZIOSE URLA _ i pesci non hanno voce, non si ode il dolore mentre soffre o muore soffocato



  

RINASCITA _ speranza, un germoglio dopo tanto nero.






Copertina catalogo
testo critico a cura di Claudio Franchi


E' disponibile al Museo il CATALOGO con testo a cura di Claudio Franchi e rimarrà allo shop anche dopo la chiusura della mostra.

Il catalogo è disponibile anche presso il mio Studio a Preganziol Tv e agli eventi a cui partecipo e in attesa dell'attivazione del nuovo sito in cui sarà possibile acquistarlo on line è possibile farne richiesta al mio indirizzo mail eleonorabattaggia@alice.it

Tutti i testi del catalogo sono in italiano e inglese.
Il catalogo è pubblicato con codice ISBN.


Presentazione a cura di Claudio Franchi


Visioni in margine 

L'opera di Eleonora Battaggia è tutta basata sulla lettura del "margine". Il margine di Eleonora è la visione di uno spazio percepito dalla condizione privilegiata dell'esterno delle cose.  Essere al margine significa collocarsi nel contorno, sul bordo, quindi con il sufficiente e critico distacco di chi aspira a nutrirsi della conoscenza senza essere necessariamente al centro dell'attenzione. Così Eleonora ritrova il valore dei materiali posti al margine dalla produzione industriale reinventandoli, si muove sul crinale di un pensiero posto al margine della natura riscrivendone gli esiti con la propria personale prospettiva, usa il linguaggio di un mezzo che appartiene al corpo ponendosi al margine tra gioiello, bijou e libera espressività.
In sunto il margine di Eleonora è il luogo di una semantica libera ma fortemente evocativa, stimolo del lavorio dell'immaginazione mirato a restituire il senso più profondo delle emozioni, per poi affidarlo alla materia arricchita di significati.

Claudio Franchi 

lunedì 9 settembre 2013

Inaugurazione VISIONI in MARGINE



Grazie a Letizia Frigerio conservatore del Museo del Bijou di Casalmaggiore, splendida padrona di casa che meglio di così non poteva essere, che ha voluto la Mostra e che è e rimane, meravigliosa compagna di viaggio. 
Grazie per le strepitose parole sempre, dal comunicato all'inaugurazione.... 



Grazie al Comune di Casalmaggiore, al sindaco Silla e all'assessore alla cultura Ettore Gialdi, sempre accoglienti e generossisimi, ricambio tutta la stima dimostratemi. 
A Ettore Gialdi un grazie di cuore per le splendide parole avute per me durante l'inaugurazione....



Grazie al Museo del Bijou luogo splendido e magico.... 

Grazie a Paolo Zani e all'Associazione Amici del Museo che hanno sostenuto e appoggiato con entusiasmo il progetto.




Grazie a Ecofiera e in particolare Fabio e Alessandro presenti all'inaugurazione e a Fabio per le parole ....grazie di cuore...



Grazie a Maria Rosa Franzin Presidende dell'AGC associazione gioiello contemporaneo che mi ha onorato della sua presenza e di bellissime parole nel suo intervento in inaugurazione e dopo...



Grazie a Sonia Sbolzani giornalista gentilissima, la stima è reciproca...
Grazie agli altri giornalisti presenti, perdonatemi al momento ho un vuoto di memoria sui nomi ma grazie davvero a tutti.....

Grazie a Norma de Lucia Presidente dell'Ass. Incontri Eventi di Roma che è colei che ha mi ha permesso di conoscere il mondo fantastico del Museo del Bijou ...

Grazie infinite a Claudio Franchi che mi ha onorata della sua presenza costante, dei suoi consigli, insegnamenti, incoraggiamenti durante tutto il tempo di elaborazione e preparazione .... e che ha curato anche il testo critico in catalogo.... Grazie Claudio ti sono infinitamente grata...

Grazie ai miei amici Paolo e Valery del ristorante Il Lughino a breve in apertura che hanno offerto uno splendido rinfresco biologico e vegan....molto apprezzato...

Grazie a tutti gli intervenuti, grazie eravate davvero in tantissimi...





VISIONI in MARGINE rimane aperta fino all' 8 ottobre con i seguenti orari:

dal lunedì al sabato: 10-12 e 15-18; domenica e festivi 15-19
Museo del Bijou di Casalmaggiore
Via Porzio 9
Casalmaggiore Cr


E' disponibile al Museo il CATALOGO con testo a cura di Claudio Franchi e rimarrà allo shop del Museo anche dopo la chiusura della mostra.
Il catalogo è disponibile anche presso il mio Studio a Preganziol Tv e agli eventi a cui partecipo e in attesa dell'attivazione del nuovo sito in cui sarà possibile acquistarlo on line è possibile farne richiesta al mio indirizzo mail eleonorabattaggia@alice.it
Tutti i testi del catalogo sono in italiano e inglese.
Il catalogo è pubblicato con codice ISBN.






Grazie a tutta la mia famiglia e ai miei amici che mi hanno sostenuta, appoggiata incoraggiata e anche sopportata in questi mesi intensissimi, grazie in particolare a Alberto per tutta la grafica promozionale e per il catalogo, a Jessica per le traduzioni in inglese dei testi del catalogo e poi a Erik e Roberta per l'aiuto indispensabile....

Grazie a Francesco senza di te tutto questo non sarebbe stato possibile......

mercoledì 4 settembre 2013

Catalogo VISIONI IN MARGINE


Anteprima della copertina del catalogo di VISIONI in MARGINE
Testo critico a cura di Claudio Franchi

Inaugurazione sabato prossimo 7 settembre ore 11.00
Museo del Bijou di Casalmaggiore
Via Porzio 9 Casalmaggiore (Cr)
7 settembre >8 ottobre 2013
orari:
dal lunedì al sabato 10.00/12.00 - 15.00/18.00
domenica e festivi 15.00/19.00


Il catalogo sarà in vendita al Museo del Bijou anche dopo la mostra, allo Studio Caracol e alle manifestazioni a cui sarà presente e prossimamente anche on line



mercoledì 31 luglio 2013

Mappa Mundi - Dove gli artieri creano nuovi Itinerari dell’anima


Mappa Mundi - Dove gli artieri creano nuovi Itinerari dell’anima, è un progetto espositivo di Fondo Plastico

inserito nell’ambito della manifestazione Vacanze dell’Anima 2013 promossa da Confartigianato Asolo Montebelluna,  in collaborazione con le Amministrazioni Comunali di Asolo, Caerano di San Marco, Cavaso del Tomba, Cornuda, Maser, Monfumo, Volpago del Montello dal 20 al 28 luglio 2013.


MAPPA MUNDI  è un progetto espositivo che raccoglie opere di artigianato d’eccellenza, ispirate alle “Città Invisibili” di Italo Calvino, di cui da poco sono stati celebrati i 40 anni dalla pubblicazione. Le opere esposte rappresentano la città, vista come metafora e luogo per possibili esperienze: spazio da vivere o da farsi vivere, artefice o vittima.


A LEONIA è ispirata la mia opera  "estensione di collana" :

CITTÀ APPARENTI TRABALLANO SU CITTÀ INVISIBILI










DESCRIZIONE CONCETTUALE
Titolo: “CITTA’ APPARENTI TRABALLANO SU CITTA’ INVISIBILI”
 Eleonora Battaggia_Caracol 
Ispirazione: LEONIA "LE CITTA' INVISIBILI" di Italo Calvino 

L’ispirazione parte da LEONIA città apparentemente perfetta che nasconde accuratamente agli occhi dei suoi abitanti le scorie prodotte …
Il pezzo si sviluppa in piani sovrapposti che in cima ha la città splendente, pulita, perfetta che poggia in modo instabile su cumuli di rifiuti che a loro volta poggiano sulle risorse massacrate dal peso dell’insensatezza del vivere della città splendente.
L’obsolescenza programmata e indotta, il sovra consumo, la visone alterata delle cose che nasconde deliberatamente la realtà per il semplice puro subdolo profitto di pochi, nell’illusione che sia possibile per tutti …. Mentre tutto inesorabilmente va verso un futuro diverso da quello immaginato.
Traballano le città splendenti su città invisibili, nascoste volontariamente da chi sta divorando il pianeta. 


Dimensioni: ingombro totale indossata cm 11 x 64

Materiali: Plastiche varie da contenitori di detergenti e di fidelity card, componenti metalliche di ombrelli rotti, guaina sgusciata di fili metallici ed elettrici, stecchi gelato, ramaglie da potatura, tessuti da ritagli di sartoria, filati da scarti di miei lavorazioni, filati.





Le opere, selezionate attraverso un bando ad invito su scala nazionale, sono state posizionate in alcuni luoghi strategici dei percorsi ciclabili messi a disposizione de La Trevisana: una mostra all’aperto, utilizzando quale spazio espositivo il territorio e il paesaggio.
Al visitatore è chiesto di cercarle, tracciando degli “itinerari” possibili e raccontarli su dei “quaderni di viaggio”, come moderni esploratori, per ri-disegnare una nuova mappa su cui poter orientare uno sguardo sul futuro!


Mappa della dislocazione delle opere


19. LEONIA " CITTÀ APPARENTI TRABALLANO SU CITTÀ INVISIBILI "

in esposizione al
BAR AL CASTELLO di Boscarini Antonio
Via Regina Cornaro, 209 – 31011 Asolo (TV)




Video di presentazione di “MAPPA MUNDI – Dove gli artieri creano nuovi itinerari dell’anima”






Visto il successo l'esposizione continuerà nelle prossime settimane......

Grazie di cuore a Federica Preto che mi ha gentilmente invita e a tutta l'organizzazione di Fondo Plastico e Vacanze Dell'Anima che hanno saputo valorizzare il territorio creando percorsi di consapevolezza dei talenti.





lunedì 7 gennaio 2013

Appuntamento





In preparazione per il MACEF 94^ edizione 24/27 gennaio 2013 a cui Caracol parteciperà come selezionato in CREAZIONI LAB Stand M20 C - Pad. 1P Fiera Milano Strada Statale Sempione, 28 Rho.

La manifestazione è riservata agli operatori professionali (all'atto della registrazione è richiesto di indicare un numero di partita iva)



Per tutti  è attiva la possibilità di visitare, anche in orario serale e festivi, lo Studio/Esposizione Caracol a Preganziol (Tv) previo appuntamento al 347.0792312.

E' possibile anche acquistare on line tutte le indicazioni qui

Oppure Caracol si può incontrare anche presso molti punti vendita l'elenco completo qui


Felice anno a tutti voi!!!